16 Ottobre 2024

Agricoltura: via libera del Consiglio regionale al Bilancio d’esercizio 2023 di Ente Terre

L’Aula approva a maggioranza (Pd, IV), con l’astensione di Lega, FdI, M5s e Gruppo misto

Comunicato stampa n. 1023
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Firenze – Il Consiglio regionale della Toscana ha dato il via libera a maggioranza al bilancio d’esercizio 2023 di Ente Terre regionali toscane. Il presidente della commissione Sviluppo economico e rurale, Gianni Anselmi (Pd) ha illustrato l’atto all’Aula, che l’ha approvato a maggioranza con il voto favorevole di Partito democratico e Italia viva e l’astensione di Lega, Fratelli d’Italia, Movimento 5 stelle e Forza Italia.

Il bilancio 2023 si chiude con un utile d’esercizio di 10mila 467 euro, in diminuzione rispetto all’esercizio precedente che chiudeva con un attivo di 598mila 252 euro. Il valore della produzione è di 4milioni e 87mila, mentre i costi della produzione sono pari a 3milioni e 872mila euro con un costo per il personale di un milione e 270mila euro, che non registra variazioni significative. Anselmi ha informato l’Aula della carenza di personale lamentata in commissione dal direttore di Ente Terre, Giovanni Sordi. L’organico è composto da 40 dipendenti: un dirigente, 4 impiegati, 24 operai, 8 funzionari, un istruttore e 2 operatori esperti.

Ad Alberese si sono tenute la gestione tecnica dell’azienda agro-silvo pastorale, agriturismo e convegnistica, la gestione ed attuazione del coordinamento di tutto il sistema di tutela della agro-biodiversità regionale toscano e il trasferimento e collaudo delle innovazioni. Si registra un forte calo nel comparto agrituristico nelle strutture di Spergolaia, Vacchereccia, Vergheria e Bernarda, dove nel 2023 i ricavi pari a 103mila euro hanno subito un decremento di circa 14mila euro rispetto al 2022, a causa di una ridotta presenza di turisti nell’area. Anche i ricavi derivanti dal turismo equestre, nel ’23, risultano pari a 9mila700 euro con una diminuzione rispetto al ’22, a causa alla riduzione di cavalcature a disposizione dei turisti per la mancata doma di cavalli negli anni pregressi e l’invecchiamento di quelli a servizio. Numerose le collaborazioni in corso con università ed enti scientifici e del contatto con network stranieri per promuovere e valorizzare le funzioni dell’ente.

Riguardo alla tenuta di Suvignano si è conclusa la realizzazione della cosiddetta “sala della legalità” e della foresteria per ospitare giovani per organizzare campi di educazione alla legalità e di formazione in agricoltura e i pellegrini che percorrono la via Francigena. Il bilancio d’esercizio della società si chiude con una perdita di 132mila 479 euro.

Si è poi ricordato che è stato completato il piano della gestione forestale e che il patrimonio zootecnico è rimasto invariato. Riguardo alla tenuta di Cesa è continuato l’esperimento di innovazione. Ente Terre gestisce anche il Parco regionale degli stalloni con razze autoctone toscane. Quanto alla gestione della Banca della terra, l’Ente propone nuovi accordi con Anci e progetti per coinvolgere le proprietà private.

Tra le note dolenti, ha osservato la capogruppo della Lega, Elena Meini, “la carenza di personale, che andrà a diminuire ulteriormente con prossimi pensionamenti”. La consigliera ha quindi rivolto “un plauso a Ente Terre per la gestione della Banca della terra, che in termini di acquisizioni di terreno ha portato i suoi frutti. Resta l’allarme per la mancata attenzione dei giovani: serviranno azioni politiche per l’incentivazione”.

Il consigliere Marco Martini (Partito democratico) ha voluto sottolineare “il valore immenso della tenuta di Suvignano, un segno di legalità che dobbiamo sostenere e valorizzare ulteriormente”.

Cristiano Benucci (Pd) ha voluto consegnare “una considerazione all’assessora Saccardi: c’è un’evidente difficoltà di tanti Comuni nella gestione del patrimonio forestale. Trovo incongruo che l’Unione dei Comuni si trovi a gestire un’azienda forestale”. Di qui la sollecitazione a “verificare se ci sono le condizioni per espandere il perimetro di Ente terre e in qualche caso valutare anche la gestione di parti del patrimonio forestale regionale”.

La vicepresidente della Toscana, Stefania Saccardi, ha ribadito “il valore di Ente Terre, che penso abbia un senso se andiamo a indirizzare il suo ruolo verso la valorizzazione di un certo tipo di agricoltura. Giusto che si utilizzi e si declini il suo ruolo in alcune attività che un privato non potrebbe svolgere. La grande sfida sarà dimostrare che la gestione pubblica sappia essere virtuosa e che il pubblico non è la dannazione di un’azienda, ma può essere invece la valorizzazione di un’impresa”. Saccardi ha infine ricordato che “una legge regionale obbliga Ente Terre a dare in gestione il patrimonio forestale alle Unioni dei Comuni, che non sono come le vecchie Comunità montane. Il meccanismo attuale ha una sua contraddittorietà, da parte nostra c’è la massima disponibilità per una razionalizzazione dell’assetto istituzionale”.

(testo a cura di Benedetta Bernocchi e Sandro Bartoli)

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana