18 Settembre 2024

Violenza sulle donne: ferma contrarietà alle modifiche apportate dalla direttiva dell’Unione europea

Hanno votato a favore Pd, Italia Viva e Movimento 5 Stelle. Contrario il gruppo di Fratelli d’Italia

Comunicato stampa n. 0900
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Firenze – L’Aula del Consiglio regionale, nella seduta del 17 settembre, ha approvato a maggioranza con i voti favorevoli di Pd, Italia Viva e Movimento 5 Stelle la mozione sulle modifiche apportate alla proposta di direttiva dell’Unione europea sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica.

L’atto impegna la Giunta ad attivarsi nei confronti del Governo affinché quest’ultimo possa esprimere, in tutte le sedi istituzionali dell’Unione europea, ferma contrarietà alle modifiche apportate alla direttiva sulla lotta alla violenza contro le donne e alla violenza domestica, valutando ogni azione utile, anche di sensibilizzazione, per promuovere un recepimento delle suddette disposizioni tale da garantire in tutti i Paesi dell’Unione europea un’adeguata tutela alle donne in termini di protezione, accesso alla giustizia, assistenza e prevenzione.

A presentare la mozione in Aula la prima firmataria Elena Rosignoli che ha sottolineato come l’obiettivo del Partito democratico sia quello di “mantenere alta l’attenzione sulle azioni di contrasto alla violenza sulle donne”.

Secondo la consigliera regionale “la proposta di direttiva recentemente approvata dalla commissione europea riduce le misure di contrasto e prevenzione. Nel corso del dibattito diversi stati tra cui Ungheria e Polonia hanno proposto di modificare la definizione di stupro in sesso senza consenso, e nel tentativo di trovare una mediazione il testo è stato modificato depenalizzando il reato di molestie sessuali nel mondo del lavoro ed escludendo i reati penali di mutilazione genitale intersessuale e sterilizzazione forzata”.

Perplesso sulla narrativa della mozione e annunciando il voto contrario di Fratelli d’Italia il capogruppo Vittorio Fantozzi ha sottolineato come “sulla definizione di stupro si trattasse di una questione d’ordine giuridico e di come il nostro sistema giuridico non possa sovrapporsi a quello internazionale”. “La formula di mediazione – ha concluso – è stata votata dalla stragrande maggioranza del parlamento Europeo”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana