28 Luglio 2024

Carceri: detenuto suicida a Prato la rabbia di Fanfani, vergogna generale

È il 60esimo da inizio anno, il terzo alla Dogaia. Solo venerdì scorso c’era stata una rivolta. Il garante dei detenuti della Toscana: “Il sovraffollamento, per assurdo, è ormai un problema marginale. Non c’è speranza di futuro, togliersi la vita diventa inevitabile”

comunicato n. 0807
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Firenze – Rabbia, sconcerto e un accorato appello, l’ennesimo, a “smettere di parlare a sproposito e stracciarsi le vesti ad ogni occasione. Bisogna tacere e metter mano a riforme strutturali che allontanino il pianto dalle nostre carceri”. Il garante regionale Giuseppe Fanfani interviene sull’ennesimo suicidio in carcere avvenuto ieri sera (sabato 27 luglio) a Prato dove un 27enne di nazionalità italiana si è tolto la vita impiccandosi.

“Siamo al 60esimo suicidio in Italia da inizio anno, il terzo alla Dogaia dove già venerdì scorso si è registrata una rivolta. È una strage infinita, una vergogna generale” dichiara il garante che prosegue: “Il dramma di questo giovano ragazzo è il dramma di tutti i detenuti. Nelle carceri italiane il sovraffollamento, per assurdo, diventa marginale. Manca di tutto. Soprattutto manca il rispetto del dettato costituzionale secondo il quale la pena deve rispondere a criteri di umanità e deve tendere alla rieducazione”.

“E manca la speranza nel futuro. Tanto che il suicidio diventa la fine inevitabile di situazioni drammatiche che ancora restano inascoltate” conclude Fanfani.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana