10 Aprile 2024

Sanità: infezioni nosocomiali, Bezzini difende l’esternalizzazione dei servizi di pulizia  

La risposta all’interrogazione presentata dalla capogruppo del Movimento 5 Stelle Irene Galletti che si è dichiarata “totalmente insoddisfatta”  

Comunicato stampa n. 0437
Stampa/Salva
Condividi

di

Firenze – L’assessore alla Sanità Simone Bezzini ha risposto in Aula all’interrogazione in merito alle infezioni nosocomiali e al servizio di pulizia presentata dalla capogruppo del Movimento 5 Stelle Irene Galletti. L’assessore ha sottolineato come “la Regione Toscana, tra quelle più grandi, sia quella che ha il più alto tasso di internalizzazione dei servizi sanitari, pur avendo alcune funzioni che sono gestite con forme di esternalizzazione di varia natura”.

“Tra le poche esternalizzazioni che abbiamo – ha spiegato – ci sono quelle di supporto ai servizi sanitari, come il servizio di pulizia, e questo permette alle aziende sanitarie di concentrarsi maggiormente sulla propria missione e risponde anche a logiche amministrative e gestionali.

Nell’ultimo piano dei fabbisogni, approvato pochi mesi fa in Giunta regionale, abbiamo stabilito che la concentrazione delle risorse sull’arruolamento degli operatori del servizio sanitario deve essere per medici, infermieri e operatori socio sanitari. Le misure di riorganizzazione proposte dalle aziende non impattano sugli ambienti sanitari e sulle superfici assistenziali giustamente riconosciute come critiche per la trasmissione delle infezioni correlate all’assistenza. Viceversa le azioni che stiamo intraprendendo mirano a riportare le procedure di sanificazione di aree non sanitarie, come ambienti logistici e uffici, alla loro naturale classificazione di ambienti di livello di minor rischio. Questo ripristinando in gran parte quanto previsto prima dell’emergenza pandemica. In materia di infezioni correlate all’assistenza le aziende garantiscono un’adeguata formazione con l’aggiornamento continuo di tutti gli addetti che operano in ambito sanitario prendendo in considerazione le aree di rischio. Le principali aree di contaminazione insieme alle superfici high-touch, quelle toccate più di frequente con le mani dagli operatori, sono quelle dei dispositivi elettromedicali che circondano i pazienti nelle aree a più alta complessità assistenziale e la sanificazione di questi strumenti generalmente rimane a carico degli operatori sanitari e socio sanitari delle nostre aziende”.

“La Regione Toscana – ha aggiunto l’assessore – ha richiesto alle aziende di strutturare dei team multidisciplinari e multiprofessionali che fossero dedicati alla prevenzione e al controllo delle infezioni correlate all’assistenza che definiscono tutte le procedure fondamentali in tali ambiti e ne monitorano l’applicazione. Le aziende hanno recepito e messo in atto le indicazioni e i team si dedicano anche alla formazione del personale sanitario, socio sanitario e anche degli operatori dei servizi di pulizia e sanificazione ambientale. Allo stato attuale si prevede che le aziende sanitarie prevedano un piano di riorganizzazione rispetto anche all’ambito delle pulizie nel rispetto della garanzia della tutela della salute e della sicurezza dei pazienti e delle lavoratrici e dei lavoratori”.

Nella sua replica la consigliera Irene Galletti ha spiegato che la sua insoddisfazione alla risposta dell’assessore “è totale”.  “Secondo noi – ha aggiunto – ci sono due punti a cui non viene dato il peso che dovrebbero avere. Il primo è legato alle infezioni nosocomiali. L’importanza delle pulizie in quelle che sono le infezioni nosocomiali è da sempre oggetto di studi e di attenzione e non dovrebbe incontrare i limiti di bilancio. Per questo sarebbe necessario anche un maggiore impegno in Conferenza Stato-Regioni per il superamento di alcuni tetti per settori fondamentali come la pulizia e la sanificazione nell’ottica della prevenzione delle infezioni nosocomiali, che sono un fattore di rischio soprattutto per i pazienti fragili”.

“Secondo noi – ha aggiunto -il personale sanitario, ha già tanti impegni. Per questo la sanificazione dei dispositivi elettromedicali dovrebbe essere fatta da personale formato specificamente alla pulizia di tutte queste apparecchiature e dovrebbe farlo continuamente specialmente negli ambulatori che continuo a ritenere che non siano in realtà delle zone a basso rischio, così come gli ambienti dove sostano le persone nell’attesa proprio perché c’è un passaggio continuo diversamente dalle corsie dove i pazienti restano gli stessi e il rischio al massimo arriva dalle visite esterne”.

“Noi – spiega la posizione del Movimento 5 Stelle la capogruppo Galletti – sosteniamo la necessità di un’internalizzazione e la sosteniamo anche per le mense ospedaliere per avere una maggior cura che sia legata alla nutrizione del paziente strettamente seguita da personale che sia interno alla struttura. Il personale esternalizzato ci ha detto che spesso viene costretto a turni di pulizia molto rapidi e molto veloci per riuscire a coprire tutte le aree proprio per come viene strutturato l’appalto. Un altro aspetto riguarda il personale, per lo più si tratta di donne, che appartengono spesso a cooperative o a grandi compagnie multiservizi, che percepisce uno stipendio che lo fa rientrare nella categoria dei lavoratori poveri. E per loro potremmo almeno pensare alla garanzia del salario minimo”.

Responsabilità di contenuti, immagini e aggiornamenti a cura dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale della Toscana