9 Aprile 2024

Regione: Bilancio 2024-2026, approvata la prima variazione

La manovra, illustrata all’aula dal presidente della commissione Bilancio Giacomo Bugliani, è stata votata a maggioranza. Il presidente della Giunta. Eugenio Giani, ha illustrato il pacchetto degli emendamenti. Il dibattito in Aula

Comunicato stampa n. 0431 - 0432 - 433
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Firenze – Approvata questo pomeriggio in Aula, con voto a maggioranza, la prima variazione al Bilancio di previsione 2024-2026 della Regione Toscana che recepisce gli emendamenti proposti del presidente della Giunta Eugenio Giani presentati questa mattina in commissione Bilancio. La manovra prevede uno stanziamento che per il 2024 è di oltre 21 milioni e 355mila euro, per il 2025 di un milione di euro, e per il 2026 di 189mila euro. Sulla manovra hanno votato a favore Pd e Italia viva, contrari Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, mentre il Movimento 5 stelle non ha partecipato al voto.

La manovra è stata illustrata all’Aula dal presidente della commissione Bilancio Giacomo Bugliani che ha messo in evidenza i tre gli obiettivi della misura. “Quello principale e prevalente riguarda il riequilibrio delle risorse economiche del servizio sanitario regionale – ha spiegato – ma ci sono anche altri obiettivi, ovvero quello di garantire risorse per il concorso alla finanza pubblica da parte della Regione Toscana e assolvere a una serie di necessità di spesa”.

L’obiettivo primario viene perseguito attraverso tre misure: la prima è quella della predisposizione di un contributo aggiuntivo di 37,91 milioni di euro a favore del servizio sanitario regionale attraverso il recupero di risorse che erano state accantonate sul bilancio regionale a garanzia del pagamento delle cosiddette lettere di patronage, quindi per le rate di mutuo a favore di Cassa depositi e prestiti. “Un contributo aggiuntivo – ha spiegato Bugliani – reso possibile grazie al fatto che la prima e la seconda semestralità del 2024 sono già state corrisposte”. La seconda misura è il finanziamento aggiuntivo del fondo sanitario nazionale, “quota vincolata in funzione degli effetti dell’emersione dei lavoratori stranieri irregolari così come previsto dal decreto legge 34 del 2020 – ha aggiunto Bugliani – . In occasione della conferenza Stato Regioni dello scorso febbraio la quota assegnata alla Regione Toscana è stata di circa 21 milioni e 694mila euro”. Terza componente è infine la destinazione di una quota parte di risorse del 2024 derivanti dalla manovra fiscale sull’addizionale regionale Irpef: si tratta di 168,31 milioni di euro che, attraverso un meccanismo di storno compensativo, vengono passati dalle spese correnti alle spese in conto capitale.

La manovra persegue anche altre due finalità secondarie “ma pur sempre determinanti”. “Si tratta – ha detto Bugliani – di stanziare risorse richieste dallo Stato alle Regioni per garantire il concorso alla finanza pubblica”. Per la Toscana il totale ammonta a 37milioni suddivisi in due tranche: 13milioni per effetto della legge 178/2000 e 24milioni entro maggio.

“L’ultima direttrice che caratterizza le scelte di questa manovra è quella collegata alla necessità di sostenere una serie di spese”, ha affermato il presidente della commissione Bilancio. Una componente importante è lo stanziamento di 8 milioni di euro finalizzati alla valorizzazione dei beni e delle attività culturali. Altro stanziamento di 3 milioni e 560mila euro è a titolo di integrazione delle risorse per il pagamento delle spese derivanti dal rilascio da parte di Autolinee toscane dei titoli di viaggio a tariffa agevolata.

Infine due stanziamenti importanti di carattere puntuale: 500mila euro al Comune di Aulla per la ricostruzione e riqualificazione del salone polifunzionale. Per questo la Regione aveva già garantito 1milione a seguito dell’alluvione del 2011, ma l’aumento dei costi ha determinato la necessità di uno stanziamento aggiuntivo. Altro stanziamento di 350mila euro al Comune di Camaiore per il ripristino della strada di accesso al Parco della Pace di Sant’Anna di Stazzema, interessata di recente da un importante movimento franoso.

Per quanto riguarda l’abbinata proposta di legge concernente gli interventi normativi collegati alla variazione al bilancio di previsione, Bugliani ha segnalato la disposizione dell’articolo 3 che riguarda le restituzioni richieste ai comuni beneficiari del fondo di anticipazione per le spese progettuali: è stata concessa a questi Comuni una proroga per la restituzione delle somme anticipate non superiore a 60 mesi dalla data di erogazione del finanziamento. La prima commissione ha licenziato questa mattina entrambe le proposte di legge con parere favorevole a maggioranza.

Il presidente Eugenio Giani ha illustrato invece gli emendamenti che riguardano sette capitoli di spesa che si inseriscono nella previsione finanziaria e negli interventi normativi collegati. “Sono emendamenti che rispondono alla necessità di integrare il bilancio con voci che hanno un carattere di interesse generale e collettivo rispetto al bilancio di previsione – ha commentato – che aveva ridotto molte voci per far fronte all’ultimo momento ai 400milioni mancanti a fronte dell’impossibilità di riscuotere il payback”.

Il primo emendamento riguarda 500mila euro per far fronte agli stipendi dei forestali. “Sebbene siano dipendenti dell’Unione dei Comuni – ha detto Giani – per i loro stipendi si ricorre al finanziamento regionale. Auspichiamo comunque che Giunta e Consiglio arrivino a definire una modalità migliore per sostenere questa attività”.

La seconda voce sono i 200mila euro previsti per integrare il fondo vittime sul lavoro. “Dopo il tragico incidente di via Mariti a Firenze ci siamo accorti che il fondo era quasi esaurito. Ho ritenuto necessario e doveroso intervenire”, ha spiegato ancora Giani.

Terza voce i 2milioni 500mila euro derivanti dalla delibera sull’indennità per chi lavora nei pronto soccorso, “fatta in accordo con le organizzazioni sindacali, di indicazione premiale, a seguito del fenomeno preoccupante del rifiuto da parte di molti medici di andare a svolgere questa funzione in prima linea”, ha commentato.

Ancora, sono previsti 799mila euro per erogare il contributo disabili “alle 1.142 famiglie che ne hanno fatto domanda e che sono in graduatoria”.

La quinta voce prevede 150mila euro in favore dell’Istituto Storico della Resistenza, per far fronte ai programmi legati all’Ottantesimo anniversario della Liberazione in Toscana.

La sesta voce prevede 200mila euro per i Comuni disagiati. Infine 500mila euro per le parrucche alle pazienti oncologiche.

“I 4 milioni e mezzo come voce di entrata verranno presi dal 190 milioni previsti dall’aumento dell’addizionale Irpef”, ha concluso Giani.

 

Il dibattito in Aula

Ampio il dibattito sulla prima variazione al bilancio di previsione finanziario 2024-2026.

“La prima variazione doveva essere un atto di mero assestamento, dopo la discussione in prima commissione che in questa occasione è avvenuta”, ha aperto il suo intervento il vicepresidente del Consiglio regionale Marco Casucci (Lega), partendo dalla manovra fiscale di dicembre, “che oggi risulta sovra dimensionata”, e dalla chiusura definitiva dei costi della sanità per il 2023. “Le modifiche e gli stanziamenti determinano un incremento dei volumi complessivi delle entrate e delle spese”, prosegue Casucci, che si diffonde in una disamina analitica delle diverse voci, “per ribadire la ferma contrarietà della Lega all’addizionale Irpef”.

“Il problema – ha aggiunto – rimane strutturalmente aperto: il 22 maggio è la data capestro, perché capiremo come si concluderanno i contenziosi sul payback. Così come sono da capire le varie politiche di razionalizzazione ed efficientamento delle nostre aziende sanitarie. Il presidente Giani ha fatto cenno a una cifra plausibile di almeno 5milioni di euro. In ballo ci sono centinaia di milioni di euro, ma non solo. Resta da individuare un modello che possa garantire al sistema sanitario di restare universale, ma anche di essere più efficiente ed economico”.

“Il Consiglio regionale – ha concluso il vicepresidente – ha un’occasione storica: abbiamo ricevuto l’informativa sul Piano sanitario e sociale, e si tratta di una grande occasione di discussione e di confronto. Ognuno deve fare la sua parte, noi siamo chiamati a svolgere un compito di controllo. Nel presentare emendamenti come è stato fatto, il presidente Giani aveva detto che non sarebbe arrivato un maxi emendamento, individuo una carenza di programmazione e noi vogliamo raddrizzare la rotta della barca toscana”.

La consigliera regionale del Partito democratico Valentina Mercanti sul tema della sanità ha sottolineato come “sia cambiato il ruolo della Regione che è sempre più di gestione diretta, sussidiarietà degli enti locali o copertura delle mancanze del governo centrale. Per questo deve esserci una particolare attenzione verso l’aumento delle entrate”.

Poi ha posto l’accento su alcune voci di spesa, coperte dagli emendamenti presentati dalla Giunta, che “pericolosamente sono fuori dai LEA, i livelli essenziali di assistenza garantiti per tutti dalla Sanità pubblica”. “La Regione Toscana – ha aggiunto – ha deciso di coprire le spese per le parrucche delle donne sottoposte a chemioterapia e di farsi carico dei contributi per le famiglie con disabili. Ma in futuro potremmo non avere questi soldi e per questo serve un’iniziativa che parta dal Consiglio regionale per fare tornare queste voci di spesa all’interno dei LEA. Togliere queste voci di spesa dai fondi vuol dire che non li riconosciamo come malati prendendoli in carico”.

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi ha lamentato “la scarsa considerazione per la funzione e il lavoro dell’Aula”. “Sugli emendamenti puntuali – ha spiegato – con i soldi spesi per il sociale, è difficile dire di no, ma sono tante le emergenze che abbiamo di fronte per cui servirebbe una discussione generale. Vedremo se sull’aumento dell’addizionale irpef regionale, il presidente Giani, manterrà l’impegno di tornare indietro. Essere riusciti a drenare subito dai 190milioni destinati alla sanità almeno 2milioni e 350mila euro, vuol dire che qualche risultato si sta cominciando a vedere e che se si fosse cominciato prima a razionalizzare le spese sarebbe stato meglio. Per questo speriamo che si liberino presto nuove risorse”.

Capecchi ha poi chiesto chiarimenti sui 3milioni e mezzo di euro destinati ad Autolinee toscane per cui ancora non si è in grado di conoscere il dettaglio. Come ha chiesto di capire, sul piano degli investimenti, quali criteri abbiano portato allo stanziamento dei fondi per il crollo di una strada a Camaiore rispetto alle tante situazioni di emergenza causate dall’alluvione.

“Il criterio pare – ha aggiunto – sia stato un sopralluogo del presidente della Giunta durante il quale ha promesso i fondi”. “Non abbiamo avuto risposta – ha concluso – sul perché sia stato escluso lo stanziamento per la progettazione esecutiva della Variante di Montalese, un intervento chiesto dall’Assemblea legislativa con un ordine del giorno, e ci è stato solo detto che è necessario un nuovo passaggio politico per finanziare quest’opera”.

Dai banchi della maggioranza il consigliere Maurizio Sguanci ha annunciato il voto positivo di Italia Viva. “Noi avevamo posto due condizioni che sono state soddisfatte. I fondi per i contributi alle famiglie con disabili, almeno per il 2023, e la conferma dei percorsi terapeutici ABA, efficaci per ridurre i comportamenti disfunzionali e migliorare comunicazione e apprendimento di chi soffre di disturbi dello spettro autistico, dove sono operativi in attesa del termine della discussione a livello ministeriale. Sono di buonsenso anche gli emendamenti sulla gestione delle foreste e sull’integrazione del fondo vittime sul lavoro, che purtroppo sono ancora troppe nel nostro Paese”.

Parla di voto a favore anche il capogruppo del Partito democratico Vincenzo Ceccarelli: “Negli emendamenti trovano spazio temi di grande rilevanza. Ci sono le risorse che serviranno a coprire l’indennità di chi lavora nei pronto soccorso, incentivi fondamentali per il personale della medicina di urgenza. Come sono importanti i fondi per garantire le parrucche alle donne sottoposte alla chemioterapia, e i soldi per integrare il fondo vittime incidenti sul lavoro. Ci sono le risorse per la forestazione e per il pagamento degli stipendi dei forestali. Importanti anche le risorse che verranno messe sul fondo per i comuni disagiati”. “La sanità Toscana – ha concluso – ha una visione ed è un punto di riferimento per tutti in Italia. Tanto che anche nei decreti ministeriali si attinge a piene mani da quello che noi facciamo da anni, come nel caso delle case della salute”.

Duro l’intervento del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Diego Petrucci: “Siamo allo scatafascio. C’è un atteggiamento irrispettoso verso l’Aula. È stata convocata una commissione Sanità per lunedì 15 aprile, sul tema della disforia di genere senza verificare prima la disponibilità dei membri. Il presidente Giani pretende di fare tutto, una volta il presidente della Giunta, una volta l’assessore al Bilancio o alla Sanità e le Istituzioni vengono quotidianamente calpestate per i suoi impegni”. “Sulla sanità toscana – ha proseguito – siamo sull’orlo del baratro. Uno stato di devastazione che la maggioranza finge di non vedere. Se il governo regionale riesce a fare delle iniziative è per le economie di bilancio, risultato del buon governo dell’Esecutivo nazionale”.

“La sanità toscana – ha concluso – è disastrata da un non governo e la vicenda del centro sulla disforia di Careggi lo dimostra chiaramente. Il tema va affrontato con serietà e prudenza. È necessario ci siano centri che abbiano all’interno specialisti deputati a occuparsi della materia e un neuropsichiatra infantile a Careggi non c’è. Il centro deputato c’era e bastava attraversare la strada per andare al Meyer dove ci sono gli specialisti adatti e dove negli anni passati su questo tema è stata anche assegnata una borsa di studio”.

Nel corso del dibattito sulla prima legge di variazione al Bilancio 2024-2026 della Regione Toscana e agli interventi normativi collegati, Marco Niccolai (Pd) ha in particolare valorizzato due passaggi, contenuti negli emendamenti presentati in Aula dal Presidente Eugenio Giani, a sostegno della spesa corrente dei Comuni disagiati e per la forestazione, per dare maggiore certezze a chi lavora in tale settore. “Non volevo intervenire sul tema della sanità – ha poi affermato – ma le considerazioni di chi mi ha preceduto mi obbligano a sottolineare che non c’è confusione nella sanità toscana, la confusione vi è invece tra le Regioni italiane ed il Governo, per la politica insostenibile del Presidente Meloni”. E rivolgendosi ai banchi dell’opposizione: “secondo voi, noi abbiamo paradossalmente una colpa: con strutture pubbliche riusciamo a dare servizi maggiori rispetto ai livelli essenziali di assistenza del Fondo nazionale”.

“Avevamo accolto l’inversione dell’ordine del giorno per poter discutere di questa variazione alla presenza di Eugenio Giani, ma il presidente ha illustrato gli emendamenti e se ne è andato”. Così ha esordito Elena Meini (Lega), ricordando che in commissione lo stesso Giani aveva assicurato che non ci sarebbero stati emendamenti, ma così non è stato. Ed anche se molti potrebbero essere accoglibili, secondo la consigliera sono comunque la palese dimostrazione della mancanza di programmazione, ed anche di una non corretta collaborazione istituzionale. “Il confronto odierno avrebbe potuto essere l’occasione per approfondire la nostra proposta di legge ‘Mai soli’, in favore dei minori che hanno perso genitori sul lavoro, ma non c’è stata la volontà politica – ha spiegato – quando una legge arriva dalla Lega si afferma che questa è incompleta e non sono ben definiti i soggetti; di tutt’altro tenore le risposte quando le proposte di legge pervengono dai gruppi di maggioranza”.  “Mi indigno perché il presidente Giani non è presente in Aula – ha concluso la consigliera – e quando il rispetto istituzionale viene a mancare”.

Secondo Irene Galletti (M5S), che ha iniziato il proprio intervento in concomitanza del ritorno in  aula del Presidente Giani, “questo dibattito dimostra ancora una volta come vi sia la necessità di  una programmazione efficace all’interno dei lavori del Consiglio”. E trovarsi all’ultimo momento a doversi confrontare con gli emendamenti, non è per la consigliera una modalità opportuna di lavorare, non solo “perché l’Assemblea viene trattata alla stregua di passacarte, ma anche e soprattutto poichè l’assenza di programmazione mette in difficoltà la Regione, che finisce per attivare interventi spot, magari nell’imminenza di tornate elettorali, ma senza alcuna visione d’insieme”. “Non programmare danneggia lo stesso bilancio regionale – ha sottolineato – e non è rispettoso delle prerogative dei consiglieri”, da qui la valutazione sulla oggettiva difficoltà di espressione di voto, “problema strutturale di questa legislatura”.

Anna Paris (Pd) è invece partita dal cosiddetto emendamento delle “16 e 20”, per chiarire che “al suo interno non c’è solo la spesa ma anche l’entrata, perché si tratta di uno storno; quindi c’è contemporanea copertura, non 20 minuti più tardi, che non avrebbero fatto comunque alcuna differenza”. E sul fronte della sanità, la consigliera ha sottolineato come le Aziende chiudano i bilanci non a dicembre, ma a marzo dell’anno successivo, per affermare che la manovra dello scorso anno “permette alla Toscana di avere a disposizione “un tesoretto”, per garantire tutte quelle voci che dal fondo sanitario nazionale stanno diventando extra Lea”. “Sara sufficiente? Il nostro timore è che voi stiate riducendo molti interventi Lea – ha concluso – e noi, al contrario, stiamo lavorando per dare risposte ai toscani”.

Francesco Torselli (FdI), dichiarando di “voler restare umile, senza fare il Ministro”, a differenza di qualche collega di maggioranza precedentemente intervenuto, ha voluto affrontare un tema specifico che riguarda la Regione Toscana, ovvero gli 800 mila euro per famiglie con minori disabili. E con articoli di legge alla mano ha domandato al Presidente Giani se in questo intervento fossero inseriti anche i finanziamenti per le terapie ABA, e se dal fondo 2024 si potesse rispondere alle richieste presentate nel 2023 od anche a quelle del 2024.

Nelle dichiarazioni di voto, Maurizio Sguanci (Iv), annunciando il voto favorevole del proprio gruppo, è anche intervenuto sulle questioni sollevate dal collega Torselli. Elisa Tozzi (FdI), invece, ha annunciato il voto contrario sulla manovra, pur facendo salve alcune disposizioni; e questo perché “è necessario fare uno sforzo sotto il profilo della programmazione, tenendo la barra dritta sulla stabilità finanziaria, andando oltre le pressioni che arrivano dai territori”.

(testo a cura di Angela Feo, Emmanuel Milano, Sandro Bartoli e Paola Scuffi)

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