Regione: Bilancio 2024-2026, il dibattito sulla Manovra
Gli interventi dei consiglieri regionali nelle sedute della mattina e del pomeriggio
Firenze – È iniziato in Consiglio regionale il dibattito sul pacchetto finanziario composto dalla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (Defr), alla legge di stabilità 2024, al collegato alla legge di stabilità e al Bilancio di previsione finanziario 2024 – 2026.
Elisa Tozzi (FdI) ha affermato che è necessario recuperare il rispetto dell’Aula e la capacità programmatoria. “Non si vogliono comprendere le cause del dissesto della sanità – ha aggiunto –, questo creerà problemi anche in futuro”, e ha avanzato il dubbio che in Toscana non sia mai stata fatta una rinegoziazione dei prezzi delle forniture.
Andrea Ulmi (Lega) ha ribadito che, secondo lui, “l’aumento che ci viene propinato come un una tantum o riusciamo a scongiurarlo subito o diventerà definitivo”. Ha avanzato poi una serie di proposte per la sanità, a partire dalla riorganizzazione dei piccoli ospedali e dal far diventare operative le Case di Comunità, oggi vuote o semivuote.
Maurizio Sguanci (Iv) ha chiesto “se sia questo il momento più opportuno per aumentare le tasse, con tanta gente in sofferenza”. “Decidiamo di aumentare le tasse – ha commentato – senza aver fatto una revisione della spesa, ed essendo a tutti gli effetti ancora creditori per il meccanismo del payback”.
Marco Casucci (Lega) ha definito la manovra “imbarazzante, pericolosa, cieca nella prospettiva programmatica”. Quanto al tema del payback, “aumentare le tasse ai cittadini toscani – ha affermato – significa danneggiare la nostra economia, ridurre i consumi interni in un momento in cui l’export è in difficoltà. Occorre invece agire ripensando il sistema di governance, riducendo gli sprechi e razionalizzando la spesa”.
Massimiliano Riccardo Baldini ha evidenziato che “ci troviamo in una situazione in cui, per far fronte a un sistema sanitario regionale che non riesce a trovare un equilibrio economico, si è arrivati a mettere le mani nelle tasche dei toscani pesando sulla classe media, sulle partite iva e sui piccoli commercianti, mentre non si interviene sugli stipendi dei tanti dirigenti ai vertici delle aziende sanitarie regionali”.
Stefano Scaramelli (Iv) ha sottolineato come “il concetto della tassazione preventiva ipotizzata esonera da una parte le case farmaceutiche, che non si impegneranno più a pagare quelle risorse, e dall’altra il Governo ad assumersi le proprie responsabilità”. “Non voteremo dunque questo aumento di tassazione – ha aggiunto – ma sono convinto che in queste ore si possa tornare indietro e trovare per il bilancio della sanità altre soluzioni”.
Il dibattito sulla manovra è proseguito con l’intervento di Silvia Noferi (Movimento 5 Stelle) che ha criticato la programmazione di una Giunta che “riduce gli stanziamenti per i centri antiviolenza e per l’edilizia scolastica e stanzia 900mila euro per l’adeguamento di un campo da golf” e sull’aumento dell’addizionale regionale Irpef ha parlato “di un aumento delle tasse al ceto medio che ne erode il potere d’acquisto, con il provvedimento che potrebbe essere replicato fino al 2025”.
La consigliera Anna Paris (Pd) parlando del payback sanitario ha spiegato che “con questi soldi la Regione ha pagato letti, cerotti e protesi. L’addizionale Irpef non è portata al massimo per i ceti più deboli e con questa manovra coraggiosa chiediamo a chi ha di dare qualcosa a chi non ha, per poter accedere a un servizio sanitario unico e universale”.
Giovanni Galli (Lega) ha parlato “di grande fallimento per il Partito democratico per una riforma, quella della sanità, fatta nel 2015, che non ha funzionato e non ha dato i risultati attesi. Il rischio è che tra 12 mesi dovremo trovare altri 190milioni di euro per far quadrare i conti della sanità toscana”.
Alessandro Capecchi: (FdI), citando “Amici miei”, ha accusato il presidente della Giunta Giani “di fare la ‘supercazzola’ ai cittadini toscani. Che credibilità ha un bilancio presentato in pareggio e per cui poi si aggiunge un emendamento da 200milioni di euro per far quadrare i conti della sanità? E come è possibile farlo dopo avere aumentato lo stipendio al direttore della sanità toscana?”
Ancora dibattito, in Consiglio regionale, sul pacchetto finanziario composto dalla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza regionale (Nadefr), alla legge di stabilità 2024, al collegato alla legge di stabilità ed al Bilancio di previsione finanziario 2024 – 2026. La seduta del pomeriggio si è chiusa con gli interventi di Luciana Bartolini (Lega), Francesco Gazzetti (Pd), Diego Petrucci (FdI), Elena Rosignoli (Pd).
Luciana Bartolini (Lega), dopo aver richiamato l’importanza dei temi della cultura e dell’edilizia scolastica, con un rapido cenno alle problematiche dei servizi a beneficio degli studenti universitari, ha contestato al Governo regionale di non aver provveduto per tempo ad immaginare soluzioni alternative rispetto all’aumento dell’imposizione fiscale. La conclusione è stata perentoria: “No a qualsiasi prelievo nelle tasche dei cittadini e sì ad una radicale razionalizzazione in sanità; basta con le regalie”.
Secondo Francesco Gazzetti (Pd), di fronte “all’atteggiamento del Governo nazionale, che mostra accanimento nei confronti della Toscana, delle toscane e dei toscani, c’è il Partito democratico che intende metterci la faccia, che vuole difendere la sanità pubblica, assumendosi la responsabilità e l’onere di scelte anche impopolari”.
Diego Petrucci (FdI), ha assicurato che il Governo Meloni intende mantenere la sanità prevalentemente pubblica, “ma è necessario non tanto avere più risorse quanto spenderle meglio” e ha ricordando i trasferimenti nazionali dal Fondo sanitario, che per la Toscana sono aumentati rispetto al dato pre -covid. Da qui la necessità di partire da una seria programmazione, organizzazione e formazione in sanità, per dare risposte ai cittadini.
Elena Rosignoli (Pd) ha invece affrontato il tema dell’aumento delle imposizioni effettuato dalla legge di bilancio nazionale, facendo puntuali esempi di maggiorazione dell’Iva su alcuni prodotti di largo consumo, per affermare con forza che la Regione Toscana si è trovata a dover fronteggiare lo squilibrio di bilancio in sanità, senza alcun sostegno da parte del Governo centrale, per mantenere lo stesso standard qualitativo e quantitativo dei servizi sanitari regionali.
“Ci sono le scelte precise fatte dal Governo centrale e l’ombra del piano di rientro e noi ci stiamo assumendo una grande responsabilità, per mettere in sicurezza i conti della nostra Sanità, in modo da prefigurare un’occasione di grande rilancio – ha detto Cristina Giachi (Pd)-. Vorrei sottolineare che nel Bilancio non c’è solo l’aumento dell’addizionale Irpef, ma ci sono molti investimenti, come ad esempio nella cultura e in altri settori”.
Enrico Sostegni (Pd) ha ricordato che in Sanità, nel 2010, l’Italia aveva un livello di spesa pro capite in linea con gli altri paesi europei. “Oggi, invece, paghiamo un gap rilevante e il limite sulla spesa per il personale è inspiegabile se non con la volontà di affossare la sanità pubblica. Non c’è altra scelta ora, se non una manovra fiscale che porti risorse per chiudere il bilancio della. È un momento di grande dispiacere e difficoltà, e ora dobbiamo garantire anche un cambio di passo
“Da vecchio sindaco e consigliere difficilmente ho trattato le opposizioni in questi termini e devo dire che il governatore poteva cercare un confronto con più armonia e con maggiore spirito costruttivo”, ha detto Vittorio Fantozzi (FdI). “Si è persa l’occasione di unire l’Aula di fronte alle difficoltà economiche della sanità. Il governatore, invece, poteva porci nelle condizioni di entrare nel vivo delle questioni. E in questo clima temo che i nostri ordini del giorno non verranno letti”.
“Perché abbiamo deciso di fare questo prelievo? Perché da Roma hanno deciso di incendiare la nostra casa, che è la Sanità toscana, e noi dobbiamo spengere questo incendio”, ha esordito Marco Niccolai (Pd). Poi ha ricordato i tagli del governo ai bilanci regionali, alle Case di comunità, gli investimenti a zero euro sull’edilizia sanitaria e lo spettro del contributo di solidarietà che le Regioni dovranno versare alle casse dello Stato. “Non abbassiamo la testa e non ci fermeremo a difendere quello che c’è”.
“Non ho mai votato per un aumento dell’imposizione fiscale, mi era capitato semmai di fare il contrario”, ha detto Andrea Vannucci (Pd). La scelta di ritoccare l’Irpef trova ragione nel fatto che “nessuno vuole cambiare il Dna del nostro sistema sanitario, che non compra, ma eroga servizi. Questo sistema ci sta a cuore e va potenziato. E mi piacerebbe che fossimo in di più a compiere questa scelta”.
Chiudendo la sessione notturna della seduta consiliare di ieri, mercoledì 20 dicembre, l’assessore alla Sanità, Simone Bezzini, ha parlato di “un passaggio che ha una sua complessità, perché se è vero che la questione fiscale non è male assoluto, sono consapevole della delicatezza e dell’attenzione che si deve porre nel far uso della leva fiscale. Tuttavia, bisogna aver chiaro quale sia la posta in gioco”.
Secondo Bezzini, l’obiettivo è quello di “arrivare a un equilibrio economico e finanziario del Sistema sanitario regionale, ma continuando a mantenere i livelli di prestazioni attuali. Quindi il tema è di politica sanitaria. E abbiamo davanti due possibilità. Vogliamo assecondare una ritirata del sistema pubblico della nostra regione? Oppure vogliamo salvaguardare l’impostazione universalistica del sistema toscano?” E poiché la Giunta pensa che si debba salvaguardare l’attuale modello di sanità, “allora qui sta il senso della scelta che si è compiuta con il Bilancio in discussione in questo Consiglio”.
Bezzini ha evidenziato che il nodo del payback per i dispositivi medici “resta sul tappeto, perché fa riferimento a una legge dello stato tuttora vigente”. “ma si poteva percorrere una strada diversa – ha aggiunto – attraverso la quale Governo, Regioni e imprese potessero trovare una soluzione di sintesi. È però mancata la regia del governo per compiere questo passo”.
Il tema del payback, ha spiegato l’assessore, “proprio perché legge dello Stato, ci riguarderà anche nei prossimi mesi”. Tutte le Regioni, ha aggiunto, 15 giorni fa “hanno scritto ai ministri Schillaci e Giorgetti, per porre tema della chiarezza su tre questioni: quella del payback per i dispositivi medici, quella dei problemi di bilancio del 2023, e quella riguardo alla missione 6 del Pnrr alla luce della rimodulazione decisa dal governo”.
Tornando nel merito dello sbilancio nei conti del sistema sanitario toscano, Bezzini ha detto che risolvere la questione sarebbe “semplice, perché basterebbe tagliare la spesa non obbligatoria” come le esenzioni per i cassintegrati o disoccupati, gli screening neonatali, il trasporto sanitario e altre misure similari. “Ma noi siamo altra cosa”, ha affermato, “noi intendiamo la sanità come tutela delle fasce più deboli e dei malati e con impostazione universalistica”. E qui, ha evidenziato l’assessore, risiedono le ragioni obiettive per cui si è determinato lo squilibrio di bilancio del sistema sanitario. “Per garantire i Livelli essenziali di assistenza (Lea) e il pacchetto delle prestazioni extra lea, spendiamo di più di quello che arriva da Fondo sanitario nazionale. Una forbice diventata più complesso dopo la pandemia. Non solo, l’inflazione sul costo dell’energia (+10%) ha in parte vanificato gli interventi di risparmio fatti”. Inoltre, “il carattere pubblico molto esteso del nostro sistema fa sì, ad esempio, che liste di attesa siano più elevate che altrove, perché da noi i cittadini si rivolgono in prima istanza al servizio pubblico. Ciò determina un volume delle prestazioni più alto e quindi maggiori costi”.
Per andare a un riequilibro del sistema, ha concluso Bezzini, “servirebbe dare soluzione al nodo del payback, ottenere il versamento del credito riguardo ai lavoratori irregolari, definire gli elementi qualitativi di allocazione delle risorse, che spesso avvantaggiano sistemi sanitari più orientati al privato. Le Regioni, tutte, sono disponibili a trattare anche su alcuni nodi di fondo: ad esempio l’appropriatezza delle prescrizioni”.
Gli interventi integrali dei consiglieri in aula possono essere ascoltati e visionati sul canale youtube del Consiglio regionale al seguente link: https://www.youtube.com/watch?v=4ljJRAQanRU
(testo a cura di Cecilia Meli , Angela Feo, Emmanuel Milano, Paola Scuffi, Sandro Bartoli e Luca Martinelli)




